periodo di prova per cole e badanti

Il periodo di prova per colf e badanti

Il periodo di prova per colf e badanti

Una volta scelta il candidato preferito durante i colloqui di selezione per colf, badante o baby-sitter, le famiglie di solito chiedono subito quale sia il passaggio successivo e come fare una prova sul campo per capire se la persona è effettivamente quella giusta per il loro bisogno.

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il settore domestico regolamenta questo aspetto differenziando le caratteristiche del periodo di prova, a seconda del tipo di contratto di riferimento. Questa scelta si rifà alla legge italiana che prevede proprio la che il datore di lavoro possa inserire un patto o clausola di prova, in modo che entrambe le parti (datore di lavoro e lavoratore) possano valutare se il il rapporto di lavoro è soddisfacente.

Il periodo di prova nel lavoro domestico

Per periodo di prova si intende un periodo inziale durante il quale sia il datore di lavoro sia la colf, badante o baby-sitter posso decidere di interrompere immediatamente il rapporto di lavoro. Non deve quindi essere rispettato il cosiddetto periodo di preavviso che è sempre previsto in tutti i contratti anche se con durate diverse a seconda dei casi.
Occorre precisare un aspetto: il periodo di prova fa parte del contratto di lavoro, non è, come spesso si sente dire, un periodo di lavoro prima dell’assunzione. Facendo un esempio pratico, se una famiglia decide di assumere una badante convivente per assistere la mamma che vive a Monza, il periodo di prova inizia con il primo giorno del rapporto di lavoro che viene denunciato all’INPS e durerà 30 giorni di lavoro effettivo.

Quanto dura il periodo di prova

Con l’entrata in vigore dell’ultimo rinnovo del CCNL del lavoro domestico, avvenuta il 1° ottobre 2020, la durata del periodo di prova è stata modificata, soprattutto per i lavori in convivenza e per i lavoratori inquadrati nel livello di inquadramento più elevato, cioè per i livelli D e DS (D Super).
Vediamo nel dettaglio il caso di colf, badanti e babysitter assunti con un contratto ad ore, qualunque sia l’orario settimanale:

8 giorni di prova per i servizi ad ore per i livelli A, As, B, Bs, C, Cs;
30 giorni di prova per i servizi ad ore per i livelli D e Ds.

Quando invece badanti, colf e baby-sitter vengono assunti in convivenza, qualunque sia l’orario settimanale (vale comunque il minimo di 30 ore settimanali), non vi sono distinzioni sulla durata del periodo di prova a seconda del livello di inquadramento:

30 giorni di periodo di prova per tutte i servizi in convivenza.

La durata segnalata dal CCNL si calcola contando solo i giorni effettivi di lavoro, non quelli di calendario. Rifacendosi all’esempio della badante convivente che assiste una signora a Monza, significa che nel conteggio dei 30 giorni di periodo di prova bisogna escludere i giorni di festività (quindi la domenica o un festivo nazionale salvo che la persona abbia effettivamente lavorato) e la stessa regola vale anche per i permessi (retribuiti e non retribuiti) oltre all’eventuale malattia o infortunio sul lavoro.

Come funziona il periodo di prova di colf, badanti e baby-sitter

Nonostante gestiamo abitualmente una selezione che permette alle parti di conoscersi reciprocamente prima e di vedere anche la casa che sarà il luogo di lavoro, il periodo di prova rimane fondamentale per permettere una reciproca conoscenza.
l datore di lavoro avrà modo di conoscere il lavoratore, sia esso inquadrato come colf badante o baby-sitter e valutare il rapporto che si crea nei casi in cui sia presente anche l’assistito. Ovviamente vale anche il viceversa per cui il lavoratore domestico avrà modo di capire meglio se le sue competenze e capacità personali gli permettono di svolgere correttamente ed in sicurezza l’attività lavorativa.
Può succedere che invece si veda, da entrambe le parti, che non ci sono i presupposti per continuare l’attività quindi il lavoratore può dare le dimissioni immediate durante il periodo di prova o il datore di lavoro può chiedere di recedere immediatamente dal contratto per mancato superamento del periodo di prova.
Nel caso si arrivi all’ interruzione del rapporto, al lavoratore, qualunque sia la mansione prevista, colf, badante o baby-sitter, spetterà tuttavia il pagamento della retribuzione maturata nel corso del periodo di prova e delle eventuali competenze accessorie, corrispondenti ai giorni effettivi di lavoro. Infatti il lavoratore in prova è parificato in tutto e per tutto ai lavoratori assunti e deve perciò essere retribuito regolarmente per il lavoro prestato.

Cosa succede al termine del periodo di prova

Alla chiusura del periodo di prova, ci sono solo due alternative possibili: l’interruzione o il proseguimento del rapporto di lavoro.

Se prima del termine del periodo di prova nessuna delle due parti interrompe il rapporto di lavoro il contratto si intende automaticamente confermato. Quindi secondo il CCNL non è necessario dare conferma scritta del superamento del periodo di prova perché l’assenza di una comunicazione di disdetta vale, di fatto, come conferma stessa.
Tornano al nostro esempio della badante convivente a Monza, al termine del periodo di prova sarà ufficialmente assunta e il periodo di prova andrà inserito in termini nel calcolo dell’anzianità di servizio.
Nel caso invece di interruzione, si procede come previsto dalle norme sul licenziamento, se è per volere del datore di lavoro, oppure seguendo quelle sulle dimissioni se è per volere del lavoratore.

La validità del periodo di prova

Il periodo di prova di colf, badanti e baby-sitter è valido solo se viene indicato nella lettera di assunzione firmata prima o contestualmente all’inizio del rapporto di lavoro. Ovviamente quanto scritto sulla lettera di assunzione deve rispettare le indicazioni del CCNL; quindi, non potrà essere arbitrariamente superiore o largamente inferiore a quanto previsto.
Oltre alla firma sulla lettera di assunzione, sono presenti anche altre condizioni di validità del periodo di prova. L’inizio del contratto deve essere stato denunciato all’INPS, in modo da documentare il reale inizio. Il lavoratore deve aver svolto le mansioni precisate nella lettera di assunzione.

Considerazioni finali

Come abbiamo visto il periodo di prova è caratterizzato dalla possibilità di rescindere immediatamente dal rapporto di lavoro.
Questa caratteristica ha delle conseguenze importanti sulle famiglie perché può significare che ci si possa trovare improvvisamente senza il servizio di assistenza familiare previsto. Se torniamo all’esempio della badante convivente assunta per la mamma a Monza, potrebbe voler dire che improvvisamente la signora rimarrebbe senza assistenza.
Questa possibilità è una delle motivazioni per cui è importante affidarsi alla nostra agenzia per badanti, colf e baby-sitter: Assistenza A Casa vi garantisce sempre la copertura, immediata e senza extra costi, del servizio, quando il rapporto dovesse interrompersi durante il periodo di prova.