Il riposo della badante

Il riposo della badante

Uno dei temi su cui spesso sorgono contrasti fra la famiglia e la badante è quello dei riposi, sia giornalieri sia settimanali. In effetti vi sono spesso incomprensioni fra la badante e la famiglia su questo tema, quindi è giusto dedicargli un approfondimento specifico.

La necessità di un regolare riposo è in effetti prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del settore domestico: l’articolo 14 comma 9 prevede inoltre la possibilità di assumere personale per sostituire i lavoratori durante i periodi di riposo, garantendo così la continuità dell’assistenza alle persone non autosufficienti.

Badante convivente

Il caso più delicato è di solito quello della badante convivente, dove occorre distinguere tre tipi di riposo: diurno quotidiano, notturno e settimanale.
La badante convivente, se assunta a 54 ore settimanali, ha diritto ad un riposo giornaliero di almeno 2 ore consecutive da posizionare durante la giornata lavorativa e non all’inizio o alla fine della giornata stessa: di solito si concorda un orario nel primo pomeriggio. Per quanto riguarda la notte ha diritto ad un riposo notturno di almeno 11 ore consecutive, perché in effetti ha solo l’obbligo della presenza notturna.

Per quanto riguarda il riposo settimanale il contratto nazionale di categoria prevede che sia pari ad almeno 36 ore, in teoria spezzabili in 12 ore in un giorno da concordare fra le parti + 24 ore che dovrebbero sempre essere domenicali, salvo specifiche eccezioni. La normativa europea prevede però 24 + 11 ore minime obbligatorie e consecutive, perciò l’abitudine ormai consolidata è di concedere il riposo a partire dalle 12.00 del sabato fino alle 24.00 della domenica, assicurando quindi le 36 ore totali e consecutive. Questo implica quindi che le notti di presenza siano effettivamente 6 alla settimana.

Badante non convivente

Il contratto nazionale prevede che la badante che lavora di giorno o anche solo di notte abbia 24 ore consecutive di riposo ogni settimana, normalmente collocate la domenica, salvo differente richiesta del lavoratore per motivi religiosi. Nel caso in cui debba lavorare di domenica si dovrà quindi riconoscere una maggiorazione di straordinario pari al 60% e avrà poi diritto a recuperare il mancato riposo.

Il riposo giornaliero è invece previsto solo nel caso l’attività lavorativa diurna abbia una durata di almeno 6 ore consecutive: quando si verifica questa situazione la badante ha diritto al pasto ed il tempo per consumarlo è da considerare come riposo a tutti gli effetti.

Il riposo della badante: una raccomandazione

Il lavoratore a cui vengono riconosciuti regolarmente i giusti momenti di riposo è normalmente più riposato e soddisfatto del suo lavoro. Questo va a beneficio della qualità dell’assistenza domiciliare. Un badante che gode dei suoi riposi sarà quindi in grado di affrontare gli impegni quotidiani con maggiore attenzione e tranquillità, trasmettendo questa sicurezza e serenità sia alla persona assistita sia ai suoi familiari.