Ferie badante

Le ferie della badante

Le ferie della badante

Uno dei momenti più delicati per la famiglia che gestisce in autonomia una badante è quello delle ferie.
Iniziamo a vedere come gestire questa incombenza ricordando quindi che l’art. 17 del Contratto Collettivo Nazionale di lavoro (CCNL) per il settore domestico prevede che la badante maturi 26 giorni di ferie retribuite per ogni anno di lavoro, escluse le domeniche e le festività infrasettimanali. In pratica quindi la persona si assenterà per circa un mese.

I giorni di ferie previsti sono gli stessi per tutti i tipi di contratto: convivenza, notturno o diurno ad ore. Le ferie vanno godute di norma entro un anno, e possono essere pagate solo al termine del rapporto di lavoro, nel caso in cui non siano state godute. Inoltre non possono essere godute durante il periodo di preavviso per dimissioni o licenziamento, né durante periodi di malattia o infortunio.
Lo stesso articolo del CCNL, al comma 8, prevede anche la possibilità, per personale non italiano, di cumulare le ferie non per un anno come di norma, ma fino ad un massimo di due anni, per cui la badante potrebbe assentarsi per un periodo di due mesi consecutivi, creando maggiori difficoltà alla famiglia.

Quindi la famiglia deve gestire correttamente la selezione e l’assunzione specifica per la sostituzione, coordinando i tempi con quelli delle ferie della badante. Detta così può sembrare facile ma soprattutto in estate, quando la richiesta di sostituzioni è molto alta, le cose non sono così semplici.
Le ferie non possono essere godute inoltre durante il periodo di preavviso per dimissioni o licenziamento, né durante la malattia o infortunio.

Il calcolo dei giorni di ferie maturati

I 26 giorni di ferie spettanti ogni anno vengono maturati su base mensile, come qualunque altro lavoratore dipendente. Il conteggio parte dal giorno dell’assunzione e per ogni mese dove la colf badante o baby-sitter ha lavorato per almeno 15 giorni si maturano 2,167 giorni.

Nel caso di assistente convivente, oltre al costo del lavoro, durante le ferie va calcolata anche la compensazione per il mancato vitto e alloggio di quel mese. Il valore giornaliero di questa indennità viene aggiornato di anno in anno come previsto dal CCNL.

Permessi retribuiti

Oltre alle ferie il CCNL stabilisce all’articolo 19 che esistono anche altre circostanze che danno diritto alla normale retribuzione in caso di assenza: la badante ha diritto a permessi individuali retribuiti per sottoporsi a visite mediche documentate, oppure per il rinnovo dei documenti, come ad esempio il permesso di soggiorno.

Gli assistenti assunti in convivenza hanno diritto a 16 ore annue, ridotte a 12 per i collaboratori domestici conviventi con orario di lavoro non superiore a 30 ore;
I lavoratori non conviventi con orario contrattuale di almeno 30 ore a settimana hanno diritto a 12 ore annue, mentre per orario inferiore alle 30 ore, i permessi saranno riproporzionate sulla base dell’orario di lavoro prestato.

Vi sono poi circostanze particolari che danno diritto a permessi retribuiti aggiuntivi: nascita di un figlio per il lavoratore padre e 3 giorni lavorativi all’assistente familiare vittima di una comprovata disgrazia a familiari conviventi o parenti entro il 2° grado.

Alcuni consigli per chi gestisce tutto in autonomia

Visto che si tratta di un evento prevedibile, consigliamo di gestire con anticipo le ferie della badante, informando anche chi si occupa di gestire le buste paga.
Se possibile evitate il periodo più critico, quello a cavallo del Ferragosto, concordando in anticipo, magari già in fase di assunzione, che le ferie saranno godute regolarmente ma non proprio in quelle date.

Per non trovarsi poi a gestire delle contestazioni, in caso ad esempio di malattia o infortunio durante le ferie, fate comunque firmare alla badante una richiesta scritta, che controfirmerete, con tutti i dati utili ad identificare il rapporto di lavoro in essere. Questo per evitare ad esempio che, se l’assistente familiare si dovesse fare male durante le ferie, possa richiedere l’infortunio sul lavoro.

A volte la persona regolarmente assunta potrebbe proporre una sostituta, è una soluzione da non scartare a priori, ma bisogna accertarsi che la persona sia adatta ed abbia i documenti in regola, perché a volte sono persone con poca esperienza ed arrivate da poco in Italia che non hanno neppure il permesso di soggiorno.

Quando si assume la badante sostitutiva si propone sempre un contratto a tempo determinato, che implica contributi più alti rispetto a quello a tempo indeterminato. Per evitare di spendere di più inutilmente occorre ricordarsi in fase di registrazione all’INPS di legare il contratto di sostituzione ferie a quello principale, così non verranno richiesti contributi aggiuntivi.

In ogni caso, se siete in difficoltà per la gestione della sostituzione per le ferie della badante, potete sempre contare su di noi, selezionando l’agenzia più vicina: i nostri consulenti familiari saranno al vostro servizio per individuare la soluzione più idonea!